Pulizie di primavera

30 aprile 2014 - pubblicato da Diego in Info di servizio | Commenti disabilitati

Care amiche e amici,
abbiamo approfittato dell’inizio della buona stagione per fare una bella pulizia nella nostra “vecchia sede” di Trevignano, identificando tutto il materiale che vorremmo vendere a prezzi di realizzo. Nelle pagine qui di seguito trovate le liste complete, divise per genere, con descrizioni, foto e (ove possibile) manuali:

I prezzi sono ragionevolmente trattabili, specie per acquisti multipli. Fate girare questi indirizzi anche tra amici e conoscenti che pensate possano essere interessati. Se vi interessa qualcosa, scriveteci in modo da permetterci di “prenotare” la vostra richiesta.

Grazie!

Diego & Paola

Digital Divide a Trevignano: oltre al danno, la beffa

24 febbraio 2012 - pubblicato da Diego in Cosa succede in città | 4 Commenti »

Com’è noto da parte di qualunque residente a Trevignano che viva a più di qualche chilometro dal centro del paese, l’accesso alla cosiddetta banda larga Internet è tuttora un miraggio. Di fatto, Telecom Italia ha creato nel territorio di Trevignano una situazione di “Digital Divide”, vale a dire (secondo la definizione di Wikipedia) un divario esistente tra chi ha accesso effettivo alle tecnologie dell’informazione e chi ne è escluso. 

La situazione, dal punto di vista tecnico/amministrativo è ben definita. A Trevignano esistono due centrali telefoniche: la prima, denominata Trevignano 3, è situata in via di Vigna Rosa ed è già da anni abilitata alla gestione dei segnali ADSL per la connessione Internet ad alta velocità. Diversi mesi fa alcune apparecchiature della centrale sono state aggiornate ed ora è possibile sfruttare collegamenti ADSL fino a 20 megabit in entrata e 1 megabit in uscita. Viceversa, la centrale denominata Sambuco si trova sulla strada per Monterosi, nel comprensorio Cala Pianorum, e non è in grado di gestire alcun tipo di connessione Internet ad alta velocità, escludendo quindi dal servizio un gran numero di trevignanesi.

Come già riportato da questo blog, da parecchio tempo Telecom aveva previsto l’attivazione del servizio ADSL anche sulla centrale Sambuco. In realtà l’attivazione era stata programmata fin dalla primavera 2011, ma poi si è verificata una serie di incomprensibili ritardi che – un mese dopo l’altro – ha fatto slittare continuamente la data della tanto sospirata attivazione del servizio. A tutt’oggi, la data prevista è stata spostata genericamente al Q3, vale a dire al terzo trimestre del 2012. Ma ovviamente nulla vieta a Telecom di procastinare ulteriormente, cosa che perlatro si è verificata almeno altre 4 volte in passato.

In realtà la situazione sta diventando paradossale dato che, secondo alcuni residenti, nella centrale Sambuco esisterebbe già parte delle infrastrutture necessarie alla banda larga. Diverso tempo fa la ditta Infratel – che si è aggiudicata un appalto dal Ministero delle Infrastrutture – avrebbe posato una connessione in fibra ottica dalla Cassia Bis fino alla centrale Sambuco, mentre tutto ciò che mancherebbe all’attivazione del servizio (oltre naturalmente alla volontà di Telecom Italia) sarebbe una serie di apparecchiature denominate Multiplexer DSLAM.

Tutto ciò mentre Franco Bernabè, presidente esecutivo di Telecom Italia, durante l’audizione del 9 febbraio scorso alla Commissione Trasporti e Telecomunicazioni della Camera, dichiara che per eliminare il digital divide entro il 2013 conta sull’aiuto dello Stato. Telecom Italia piange miseria, quindi, e il suo presidente afferma (immaginiamo tra lacrime e singhiozzi): Si presenta in modo sempre più critico il problema della sostenibilità economica degli investimenti da realizzare, da parte di un operatore privato come Telecom Italia, in aree del territorio disagiate e poco densamente popolate e, quindi, caratterizzate da un elevato grado di ‘fallimento di mercato’.

Certo non farà piacere ai Trevignanesi eslcusi dal servizio ADSL sentirsi definire dai vertici Telecom come un ‘fallimento di mercato’. Ma è veramente così? Facciamo i conti: il costo di installazione, gestione e messa a norma di un sistema DSLAM da 75 porte in grado di coprire 200 utenze pare sia di circa 18.000 euro l’anno. Vale a dire 90 euro per ogni utente, che invece dovrà a sua volta pagare Telecom un minimo di 240 euro l’anno per il servizio standard Alice 7 Mega. E sicuramente nella zona di Trevignano ancora non coperta dal servizio ADSL ci sono almeno 200 utenze desiderose di avere un collegamento ad Internet ad alta velocità, senza contare che Telecom andrebbe comunque in pareggio anche con solo 75 abbonamenti. Dove sarebbe quindi il ‘fallimento di mercato’ tanto temuto da Bernabè? Pare proprio che i trevignanesi ancora esclusi dal servizio ADSL ricevano dai vertici Telecom, oltre al danno, anche la beffa…

Per chi non fosse più disposto ad accettare gli infiniti ritardi di Telecom, segnaliamo che da tempo è attivo in buona parte delle zone di Trevignano non coperte da ADSL il servizio Hiperlan di Unidata che tramite una connessione wireless è in grado di fornire velocità attualmente fino 2 megabit in download – ma a breve verrà innalzata fino a 4 megabit – e 512 kilobit in upload con possibilità di 256 Kbps di banda minima garantita (nel caso dell’offerta Wi-Ufficio 4 Mega).

Continua la lotta per l’ospedale di Bracciano

18 febbraio 2012 - pubblicato da Diego in Salute | Commenti disabilitati

Pochi giorni fa, con una decisione per molti inattesa, il Consiglio di Stato ha sospeso la sentenza del Tar che originariamente aveva respinto la richiesta avanzata da sette Comuni del Lazio per cercare di mantenere pienamente operativo l’ospedale di Bracciano. Ciò significa che il tristemente noto decreto 80 del Piano di Riordino Ospedaliero del Lazio, fortemente voluto dalla presidente della Regione Lazio Renata Polverini, non è riuscito a passare il vaglio del Consiglio di Stato. Di conseguenza, la battaglia contro la chiusura – o comunque il pesante ridimensionamento – dell’ospedale di Bracciano ha segnato un importante passo in avanti, sebbene la definitiva conclusione dell’intera vicenda sia ancora lontana.

Le reazioni di chi ha sostenuto la battaglia contro la cosiddetta riconversione dell’ospedale di Bracciano sono comprensibilmente positive ed ottimiste. “La notizia – commenta il sindaco di Bracciano Giuliano Sala – mi pervade di una grande contentezza. È un altro risultato della nostra battaglia che vuole contrastare la sanità come delineata dalla Polverini, una sanità che vorrebbe lasciare senza un ospedale un territorio con oltre 130.000 abitanti con un continuo incremento demografico. L’emergenza neve di questi giorni – continua il sindaco – ha dimostrato come il ‘Padre Pio’ resti un presidio fondamentale per dare risposte alla salute dei cittadini. Come avrebbero potuto i pazienti che sono stati condotti al ‘Padre Pio’ essere trasferiti, con l’impraticabilità delle strade per molte ore, in ospedali vicini?”

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Il Pronto Soccorso di Bracciano è salvo (per ora)

22 aprile 2011 - pubblicato da Diego in Cosa succede in città | Commenti disabilitati

Il TAR ha decretato che il Pronto Soccorso dell’ospedale di Bracciano non deve essere chiuso, perché metterebbe a rischio l’incolumità dei 132.000 residenti nell’area, numero che nei mesi estivi sale fino a 250.000 persone. Pienamente accolte, quindi, le argomentazioni dei sette sindaci di altrettanti Comuni (Anguillara Sabazia, Bracciano, Canale Monterano, Cerveteri, Ladispoli, Manziana, Trevignano Romano) che hanno presentato ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale contro la decisone della governatrice Renata Polverini. Il piano della giunta regionale di centro-destra, presentanto lo scorso ottobre, prevedeva infatti la chiusura di 24 ospedali per un totale di 2865 posti letto.

Secondo il TAR, la chiusura del Pronto soccorso di Bracciano avrebbe fatto cadere la garanzia di cure tempestive e adeguate nell’arco delle 24 ore, complici l’inattività notturna dell’eliporto e il sempiterno affollamento della Cassia Bis e della Braccianese. Secono i giudici “ci sono incongruenze sulle distanze degli ospedali di riferimento rispetto a quelle rilevate dalla Regione”. E inoltre “L’eliporto previsto non è abilitato al volo notturno”.

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Raccolta firme contro la centrale di Monterosi

9 aprile 2011 - pubblicato da Diego in Acqua, Terra, Aria, Fuoco, Cosa succede in città | 6 Commenti »

Com’era prevedibile, nonostante le proteste di tutti i cittadini del territorio di Monterosi e comuni limitrofi, contrari alla costruzione della centrale termoelettrica ad olio di colza, la stolida burocrazia non frappone alcun ostacolo a chi ben conosce i limiti legislativi e sa come passare attraverso le maglie larghe di norme e regolamenti.

Quali sono dunque le scappatoie “a norma di legge” che sono state sfruttate? Per prima cosa, va ricordato che il piano energetico provinciale di Viterbo impone un limite di 1 MW per ogni impianto, che è anche il limite al di sotto del quale l’ENEL non può impedire la connessione alla rete di distriubuzione. Se dunque sulla carta non si possono creare centrali da più di 1 MW, come si può aggirare l’ostacolo? Semplice! Basta fare 3 richieste separate per altrettante centrali da 0,9 MW, ognuna gestita da una società (di comodo) diversa. E se poi queste 3 centrali, “casualmente” si troveranno a contatto l’una con l’altra, questo non è importante per il legislatore né per le autorità di controllo. Ma tutto questo non è stato necessario per la centrale in progetto: una deroga ad hoc – dato il “carattere sociale” dell’iniziativa (parte dei proventi verranno elargiti al Comune di Monterosi) – consente ad una sola azienda di gestire le tre centrali, a patto che si trovino su “particelle separate”. Ad ogni modo, apparentemente nulla impedirebbe ai “coraggiosi imprenditori” (come sono stati definiti da un blogger evidentemente loro amico) di creare altre 20 “particelle separate” e installare altrettanti impianti da 0,9 MW uno accanto all’altro, creando di fatto una centrale unica da decine di Megawatt…

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ADSL per tutta Trevignano: che sia la volta buona?

3 aprile 2011 - pubblicato da Diego in Cosa succede in città | 4 Commenti »

Come più volte riportato in questo blog, il territorio di Trevignano – per quanto di piccole dimensioni se confrontato con i Comuni vicini – è coperto solo in minima parte dal servizio ADSL per l’accesso a Internet ad alta velocità. L’unica centrale Telecom che attualmente gestisce l’ADSL è infatti denominata Trevignano 3 ed è situata in via di Vigna Rosa, all’altezza del civico 11, riconoscibile dalla presenza di un traliccio dotato di antenne per la gestione del traffico cellulare e per la connessione tramite ponte radio ad un analogo traliccio situato a Bracciano, dall’altra parte del lago.

Con il sistema ADSL in uso, che sfrutta i preesistenti doppini telefonici, il segnale si attenua all’aumentare della distanza, il che rende praticamente impossibile la connessione a distanze superiori ai 5km dalla centrale. Ed è per questo che l’intera area situata da Poggio delle Ginestre verso est, e quindi comprese la zona di Cala Pianorum, Poggio del Sole e tutte le abitazioni situate nei pressi del confine con il Comune di Monterosi, sono da sempre escluse dall’accesso alla banda larga via cavo.

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Berremo acqua all’arsenico fino al 2013

27 marzo 2011 - pubblicato da Diego in Acqua, Terra, Aria, Fuoco | 2 Commenti »

Com’è noto, l’acqua presente nell’intera area del lago di Bracciano e della Tuscia è caratterizzata da un elevato livello di arsenico e fluoruri: fatto dovuto alla particolare composizione geologica e chimica della zona. Sin dal 2003, una direttiva europea fissa il limite massimo di arsenico disciolto nell’acqua potabile a 10 microgrammi per litro. Ciò nonostante nel Lazio ci sono ben 86 Comuni – inclusi tutti quelli che si affacciano sul lago di Bracciano – che risultano tuttora fuorilegge, dato che i limiti di arsenico sono ben superiori a quelli stabiliti dalle norme europee.

La Regione Lazio e i Comuni interessati avrebbero dovuto attivarsi già da almeno un decennio per dotarsi degli appositi filtri e depuratori, in modo che i cittadini residenti nelle aree ad elevata percentuale di arsenico potessero bere l’acqua dei propri rubinetti senza pericoli per la propria salute. È invece di questi giorni la notizia che l’Unione Europea ha concesso alla nostra regione la QUARTA deroga dei termini di legge: l’arsenico continuerà a zampillare “allegramente” dai nostri rubinetti fino al 2013 senza che nessuno sia tenuto a fare alcunché per ridurne i livelli. Il provvedimento resterà in vigore fino al 31 dicembre 2012 e prevede che il limite massimo ammesso sia di 20 microgrammi per litro: il 100% in più del resto d’Europa.

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Primo incontro per discutere sulla centrale

26 marzo 2011 - pubblicato da Diego in Acqua, Terra, Aria, Fuoco, Cosa succede in città | 4 Commenti »

Com’era logico attendersi, la questione della costruzione di una centrale termoelettrica a due passi da Trevignano ha sollevato un grande interesse e una pari indignazione da parte di tutti. Ecco qui di seguito un elenco delle attività compiute e di quelle in programma nell’immediato futuro:

Innanzitutto forniamo ai visitatori del blog i dati di chi per primo si è organizzato per contrastare il progetto di costruzione della centrale: il Comitato Civico No Centrale Colza Monterosi. Per comunicazioni e informazioni potete quindi contattare Paolo Del Vecchio o Antonella Cassanelli all’indirizzo email nocentralemonterosi@libero.it. Siamo in contatto sia con Paolo che con Antonella e su queste pagine troverete tutte le nuove iniziative.

Il nostro amico Maurizio Romanazzo, esperto di energie rinnovabili all’ENEA, ha informato il sindaco di Trevignano Massimo Luciani, il quale ha immediatamente contattato il sindaco di Monterosi e si è detto disponibile ad un incontro tempestivo con i sindaci dei comuni interessati agli effetti inquinanti della centrale.

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