Raccolta firme contro la centrale di Monterosi

Com’era prevedibile, nonostante le proteste di tutti i cittadini del territorio di Monterosi e comuni limitrofi, contrari alla costruzione della centrale termoelettrica ad olio di colza, la stolida burocrazia non frappone alcun ostacolo a chi ben conosce i limiti legislativi e sa come passare attraverso le maglie larghe di norme e regolamenti.

Quali sono dunque le scappatoie “a norma di legge” che sono state sfruttate? Per prima cosa, va ricordato che il piano energetico provinciale di Viterbo impone un limite di 1 MW per ogni impianto, che è anche il limite al di sotto del quale l’ENEL non può impedire la connessione alla rete di distriubuzione. Se dunque sulla carta non si possono creare centrali da più di 1 MW, come si può aggirare l’ostacolo? Semplice! Basta fare 3 richieste separate per altrettante centrali da 0,9 MW, ognuna gestita da una società (di comodo) diversa. E se poi queste 3 centrali, “casualmente” si troveranno a contatto l’una con l’altra, questo non è importante per il legislatore né per le autorità di controllo. Ma tutto questo non è stato necessario per la centrale in progetto: una deroga ad hoc – dato il “carattere sociale” dell’iniziativa (parte dei proventi verranno elargiti al Comune di Monterosi) – consente ad una sola azienda di gestire le tre centrali, a patto che si trovino su “particelle separate”. Ad ogni modo, apparentemente nulla impedirebbe ai “coraggiosi imprenditori” (come sono stati definiti da un blogger evidentemente loro amico) di creare altre 20 “particelle separate” e installare altrettanti impianti da 0,9 MW uno accanto all’altro, creando di fatto una centrale unica da decine di Megawatt…

In verità, se considerati singolarmente, gli impianti in progetto non hanno un aspetto imponente: si tratta in pratica di 3 grossi container insonorizzati da 9 metri, all’interno di ognuno dei quali si trova un motore Man D 2842 LE 211 Turbo a 12 cilindri raffreddato ad acqua e modificato per permettere il funzionamento con olio vegetale. Ovviamente questi tre motori da 22.927cc di cilindrata sarebbero accesi 24 ore al giorno per quasi tutto l’anno e i valori di scarico dichiarati dal costruttore (con carburante diesel invece dell’olio di colza che si vorrebbe usare a Monterosi) sono pari a 2160 mg/m3 di ossidi di azoto, 270 mg/m3 di monossido di carbonio e 40 mg/m3 di carbonio. Naturalmente nessun riferimento alle nanopolveri, che la legge italiana non prevede siano rilevate, ma che ovviamente non sono certo salutari.

Altra “bufala” gigantesca è la cosiddetta “sostenibilità” dichiarata per l’impianto di Monterosi. Ricordiamo che nell’ambito della produzione energetica con il termine di sostenibilità si intende la capacità di generare energia senza che per l’intero ciclo si consumi più di quanto si produca, oppure che si crei più inquinamento di quanto la produzione energetica possa giustificare. Ora, nel caso della progettata centrale di Monterosi, la materia prima, vale a dire l’olio di colza, non verrebbe prodotta in loco o nelle vicinanze, ma importata da Germania e Romania e da queste nazioni arriverebbero svariati TIR ogni settimana che dovranno percorrere mezza Europa per alimentare la centrale di Monterosi. E c’è chi ha definito questa soluzione una “filera corta”! Evidentemente per queste persone una “filliera lunga” sarebbe da situare sul pianeta Saturno, ignorando che convenzionalmente affinché una filiera corta sia considerata tale, il suo raggio dev’essere al massimo di 70km.

Paradossalmente, se anche esistesse una piantagione di colza a Monterosi o dintorni, non basterebbero 24.000 ettari di coltivazione per coprire il fabbisogno della centrale. Per fare un confronto, un ettaro di fotovoltaico produce più di un milione di kilowattora: più di 300 volte quella prodotta con un ettaro di colza. Inoltre, la decisione di situare la centrale a grande distanza dal centro abitato impedisce di fatto di sfruttare la cogenerazione, ovvero la produzione di acqua calda generata dal sistema di raffreddamento dei motori. E che dire infine dello smaltimento del combustibile esausto? Per contratto, le 500 cartucce filtro e le almeno 3 tonnellate di rifiuti all’anno verrebbero portati al di fuori del comune di Monterosi, ma questo non ci rassicura: perché si dovrebbe inquinare un altro Comune con le schifezze prodotte dalla centrale di Monterosi?

Ricapitolando, chi è a favore della costruzione della centrale è convinto si tratti di una soluzione altamente ecologica, così come molto ipocritamente viene definita anche nella convenzione stipulata con il Comune di Monterosi: “impianto di produzione energie alternative pulite”. Per quanto filtrati, una serie di motori che bruciano olio non potranno mai essere considerati “puliti”. Come si sa, esistono sistemi di produzione energetica a emissioni zero, cioè che non producono inquinamento, come l’eolico o il fotovoltaico, ma evidentemente i benefici di legge, gli investimenti iniziali e – non ultima – la redditività di una centrale a olio di colza hanno risvegliato più di un appetito.

Tra le autorità contrarie al progetto, il sindaco di Nepi, Franco Vita, e quello di Trevignano Romano, Massimo Luciani, che appoggia il Comitato Civico locale formatosi per contrastare il progetto. Se anche voi siete contrari alla costruzione di una simile centrale a due passi da casa e volete far sentire la vostra voce, scaricate, stampate e compilate il modulo del Comitato Civico Trevignanese che trovate qui in basso in formato pdf. I moduli compilati, anche solo in parte, possono essere consegnati entro lunedì 11 pomeriggio a Teresa Fabbricotti (c/o La Cavetta Country House, via della Cavetta a Trevignano, sulla Settevene-Palo, di fronte a Colle Fiorito), o al negozio di Gianfranco Venturi, in Piazza Vittorio Emanuele III 3 a Trevignano.

Ricordiamo infine che l‘incontro con le autorità originariamente previsto per sabato 16 aprile è stato spostato a data da destinarsi.

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Pubbicato sabato 9 aprile 2011 alle 09:56. Potete seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Both comments and pings are currently closed.

6 commenti to “Raccolta firme contro la centrale di Monterosi”

  1. Diego scrive:

    Nel frattempo il Comune di Monterosi ha prodotto un volantino informativo che tesse le lodi della centrale, che potete visionare scaricando questo file pdf.

    Come informazione aggiuntiva, segnaliamo anche che pare che la Provincia di Viterbo abbia dato il placet alla costruzione della centrale, dato che il progetto presentato rientrerebbe nelle norme previste dalla legge.

  2. Alessandra scrive:

    Non è un commento – è solo per dirvi che il 20 aprile a Monterosi ci sarà un consiglio comunale aperto per parlare della centrale con “esperti di chiara fama”. Non so ancora a che ora.
    Un saluto
    Alessandra Lombardi

  3. Paolo Del Vecchio scrive:

    Il Consiglio Comunale Straordinario, su pressioni del Comitato No Centrale Colza Monterosi,è stato rinviato a:

    SABATO 30 APRILE, ALLE ORE 1O DI MATTINA
    NELLA PALESTRA DI MONTEROSI

    oltre ai Consiglieri Comunali, avranno diritto d’intervento:
    Il Prof. Saladino dell’Università della Tuscia Due esponenti del Comitato no centrale…

  4. Matteaux scrive:

    All’attenzione della persona che ha scritto questo articolo/Può cortesemente contattarmi,vorrei avere info sull’andamento della faccenda Centrale olio di Colza a Monterosi,che da queste parti non si riesce a sapere nulla.Cordiali saluti.

  5. teresa scrive:

    Solo una breve nota per aggiornare quanti si sono fino ad oggi interessati alla questione.

    Lo scorso 22 aprile ho personalmente spedito copia dei fogli con le firme raccolte (ben 595 in pochi giorni, grazie a tutti!!) unitamente ad una lettera pensata e scritta con Federica Montanucci ai seguenti enti nelle persone dei Presidenti e, laddove esistenti, degli assessori all’ambiente: Regione Lazio, Provincia di Viterbo, Provincia di Roma, Parco Naturale Bracciano e Martignano, Consorzio del Lago di Bracciano, Arpa Vt, Legambiente Lazio, Comune di Monterosi.

    Nella lettera si chiede di indire una Conferenza dei Servizi in ragione dell’ubicazione scelta dal Comune di Monterosi per l’installazione della centrale (a pochi metri dai confini del Parco) e si evidenziano le contraddizioni di questa scelta (filiera corta inattuabile, impossibilità di sfruttare la cogenerazione, bassa resa d’esercizio).

    Ebbene, ad oggi nessuna risposta.
    Prevedibile?
    Si, forse.
    Comunque scandaloso ed inaccettabile.

    Abbiamo partecipato al Consiglio Comunale del 30 aprile, ma non avendo potuto prender parola, abbiamo solo potuto ascoltare gli interventi a sostegno degli impianti ad olio vegetale. Scontati ed inutili se non si contestualizza questa specifica scelta!

    Sebbene la distanza tra gli organi istituzionali e le nostre voci sembri davvero incolmabile, noi continuiamo il nostro percorso di protesta verso quella che ci sembra una vera e propria imposizione priva di ragion d’essere.

    Grazie a Diego e Paola per lo spazio concesso!

    Maria Teresa Fabbricotti

  6. Roberto scrive:

    Ci sono novità in merito alla centrale di Monterosi?